ECCOLO!!! ECCOLO!!!


Il bambino dai capelli di grano raggiunse la volpe nella zona rossa, ormai completamente vuota. La volpe lo guardò come chi sa che ormai non ci sono molte altre alternative. La mano del piccolo carezzava la pancia della volpe che sdraiata faceva fusa, ma la coda era ferma, e si sa che le volpi non hanno espressioni.
“Da molto ti seguo: da molto ti dicevo che era inevitabile” disse il principino chinando la sua testa tra le zampette della nuova amichetta; “cioè volevo evolvere in una forma nuova, unire i divers*, circondare con nastri rossi la magmaticità del pensiero umano, per arrivare cioè tutt* assieme in un altro mondo possibile” disse l’animaletto roteando bolas fluorescenti.
“Mi spiace ma sono troppo togliattiano per annullare il soggettivismo che mi contraddistingue all’interno della missione egemonica gramsciana che va fatta all’interno della classe e non trasversalmente alla sinistra diffusa e soffusa” esclamò il piccolo principe ricevendo la proiezione bianca dei frutti sulle sue guance rosse. La pargoletta mano deterse la pelle liscia e disse ungendo con i risultati le terga dell’animale “la fase è nuova ma il linguaggio si riferisce alle stesse categorie: emancipa la coscienza della classe operaia e vedrai che l’entusiasmo trascinerà anche le soggettività sodomite, i negroidi danzerelli, i gitani romantici, le incendiatrici di sospensori pettorali…”.
“Sento che è inevitabile reprimere le pulsioni unitarie dei nostri corpi, ora che cioè le monadi si contaminano reciprocamente alla ricerca dell’esplosione delle geografie delle felicità possibili, per catapultarci all’interno del conflitto dei conflitti con nuova fratellanza ed una nuova sorellanza” disse la volpe mentre il riccioletto dorato la girava.
“Cosa vuoi che faccia per te” chiese il piccolo principe prendendola con le mani per i fianchi... e mentre si immergeva dentro la volpe, lei rispose ciancicando “LOVE LOVE LOVE!”
Qualche tempo fa mi manda un SMS il compagno 'Kore: “oh, daniè (secondo me si sente l'accento campano anche dai suoi messaggi, troppo ganzo!) sono riaperte le graduatorie per l'insegnamento, bla bla, magari hai un colpo di culo bla bla, corri a fare domanda!”
Oggi mi telefonano e si scopre che uno psicologo non può insegnare psicologia, perché per insegnarla si deve aver dato due esami di filosofia e due di pedagogia...
A parte tutti i discorsi che ora si potrebbe fare, sul fatto che ci sarebbe da chiedere chi cazzo la deve insegnare la psicologia, che la psicologia non è una materia qualunque, oltre a conoscerla ci vuole qualcosa in più, che nessun percorso di studi universitario comprende le 4 discipline e che quindi non c'è nessuno in quella graduatoria...
A parte tutto ti viene da pensarne mille... e soprattutto che ci vole proprio passione per restare in Italia...
Mi torna a mente la Professoressa Selmi: insegnava inglese e sembrava anche inglese, sembrava uscita da un cartone animato, serissima, sempre uguale a se stessa, terrificante, esigente, vecchia. Un giorno ci stava redarguendo perché facevamo casino e ci disse tutto d'un tratto: “non dovete fare tutta questa confusione, non siamo mica al professionale qui, qui siamo allo scientifico, e voi siete qui perché dovete diventare la nuova classe dirigente!”.
Due secondi di silenzio e poi di nuovo il casino di prima. Ma io no.
Quella frase mi si è stampata nella testa: probabilmente a quel tempo non ne capivo il significato preciso, però forse lo intuivo, perché la prima sensazione fu quella di tradimento verso mio padre che è operaio. Poi forse esaltazione, non mi sarei spaccato la schiena ad una macchina, sarei stato in giacca e cravatta al fresco di un condizionatore d'aria a prendere decisioni (giuste). Poi gratitudine e responsabilità, perché i miei si sono sempre fatti un culo così per mandarmi a studiare, poi sdegno per l'essersi emozionati per un sogno tanto borghese e decisamente capitalista...
Classe Dirigente.
Poi un giorno ti svegli a 30 anni suonati, sei DOTTORE, sai fare mille cose e le fai anche benino se ti ci metti, e scopri che hai camminato per tutti quei 30 anni per tornare al punto di partenza e capire che l'unico lavoro che vorresti fare è il pagliaccio!

RIESCO SOLO A DIRE
MENTRE SI AVVICINA
IL GIORNO IN CUI FARO’ TRENT’ANNI
A CASA DI MAMMA E DI PAPA’
DAVANTI A UNA BELLA TORTA
AL CIOCCOLATO;
SOPRA C’E’ SCRITTO:
BRAVO COGLIONEEE!!!
kutso